MEDITRRANEAN ACOUSTIC ORCHESTRA
Un viaggio in giro per l’Europa, nel bel mezzo dell’estate, tra Lipsia e Dresda, luoghi di grandi orchestre e compositori e poi giù fino alla Calabria, in partenza per le isole Eolie, ascoltando sei tracce che ti entrano nella pelle. Se non sei un musicologo non puoi fare altro, ti tuffi nella musica e lasci che ti catturi. È stato così in questo ultimo mese con la Mediterranean Acoustic Orchestra di Nicola Pisani, mi ha accompagnato guidando e poi passeggiando in un percorso, non solo fisico, di avvicinamento al sud del continente. Un disco che circonda, individuale e collettivo, ogni strumento racconta una storia e alla fine ci sei dentro e non riesci più ad abbandonarla.
Non è un caso se in una intervista di qualche anno fa, Nicola Pisani si definisce “un musicista europeo, italiano, meridionale e pugliese”, una frase che è già una biografia in musica. Ancora una volta Pisani torna ad esprimersi con un progetto orchestrale, col contributo di Francesco Caligiuri, che porta a sistema molti anni di lavoro in un territorio difficile e prosegue idealmente altre esperienze passate, dal 2000 la Dolmen Orchestra, che nome meraviglioso, i progetti con Michel Godard, John Surman, Linda Bsiri, Yves Robert, Achille Succi e Cristina Zavalloni e due dischi per la Leo Records, il progetto autoprodotto Cypriana nel 2015 nato da lunghi scambi col sassofonista cipriota Yannis Miralis, mediterraneo ed eurasiatico e poi le tante collaborazioni nel Conservatorio di Cosenza, la passione per la scrittura per grandi organici, per i colori timbrici, la pratica della conduction, la scelta di scrivere per i musicisti e mai per se stesso e di stare sempre dalla parte dell’improvvisazione e ora, come un approdo tanto atteso, l’aiuto di Catanzaro Jazz Fest di Francesco Panaro, forse con l’idea di costruire un progetto stabile, di certo per lasciare un segno.
Sei tracce che conquistano, Winter in Tokyo è un incipit tutt’altro che sommesso, con echi orientali e suoni rarefatti, Rumelaj, è il nome di una danza popolare di origine balcanica che emerge e affonda più volte nel brano, Propria vera è quasi un ballo di coppia, musica per stringersi e volteggiare, Checco’s way of music, è un brano trascinante, una sorta di Canto General che arriva a farti urlare, Roberta & myself spanish love song è un dialogo e un abbraccio, insomma una canzone d’amore, un’elegia ad un amore, Balkan Tanz è un’esplosione di soli ed esplosioni, un momento corale, una conclusione trascinante come ogni momento del disco, forse ancora più vero perché registrato dal vivo, splendidamente, al Convento di San Francesco di Paola a Spezzano della Sila.
Lo ascolti e rimpiangi di non averlo ascoltato dal vivo e allora questa registrazione è una vera fortuna, testimonianza di un lavoro lungo e appassionato e di strumentisti che hanno trovato un amalgama che diresti irripetibile. Invece l’auspicio è esattamente il contrario, che questa impresa sia solo la prima di una luca serie e che la Mediterranean Acoustic Orchestra possa avere davanti un lungo avvenire di concerti e residenze artistiche, di sviluppi e nuove registrazioni, di nuove collaborazioni con improvvisatori del nostro tempo, per continuare questo viaggio a sud, personale e collettivo, che conquista dalla prima all’ultima nota.
Corrado Beldì
Nicola Pisani – direzione, composizioni, sassofono
Francesco Caligiuri – composizioni, sassofono, cl.basso, flauto dolce
Piero Gallina – violino, lira calabrese
Alberto La Neve – sassofono
Luigi Paese – tromba, flicorno
Giuseppe Oliveto – trombone, conchiglia
Mario Gallo – tuba
Massimo Garritano – chitarra
Checco Pallone – tamburi a cornice
Luca Garlaschelli – contrabbasso
Francesco Montebello – batteria, percussioni
1) Winter in Tokyo
2) Rumelaj
3) Propria vera
4) Checco’s way of music
5) Roberta & myself spanish love song
6) Balkan Tanz